Archive for the ‘Ambiente’ Category

A Rio de Janeiro un adesivo per evitare gli sprechi alimentari e diffondere la cultura del recupero

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VENERDÌ 10 FEBBRAIO 2017

Lo spreco alimentare globale vale oggi 1000 miliardi di dollari ogni anno e raggiunge i 2600 miliardi se si considerano i costi legati all’acqua e all’impatto ambientale. Solo nell’Unione Europea si arriva a 88 milioni di tonnellate di cibo gettato via ogni anno e si sprecano ogni giorno circa 720 kcal di cibo a persona, secondo dati Fusions 2016.

Per 250 giorni nel 2016 il Costa Rica ha usato solo energie rinnovabili

MERCOLEDì 4 GENNAIO 2017

Il Costa Rica continua ad essere leader nelle rinnovabili. Secondo i dati pubblicati dal Costa Rican Electricity Istitute (ICE), per 250 giorni del 2016 il Paese ha fatto affidamento solo su fonti di energia rinnovabili. Le energie rinnovabili hanno fornito circa il 98,1% dell’elettricità consumata durante il 2016 dai quasi 4,9 milioni di abitanti che vivono nel Paese. Nel 2015 era stato raggiunto addirittura il 98,9% della domanda. Gli ottimi risultati, fa sapere l’Istituto, sono stati raggiunti soprattutto grazie alle intense piogge registrate nel corso dell’anno che hanno favorito la produzione idroelettrica, prima voce nel bilancio energetico nazionale. Il settore idroelettrico, continua l’Istituto, contribuiscono attualmente al 74% del bilancio energetico totale, seguite da geotermia ed eolico, rispettivamente sopra il 12% e il 10%. Il resto è rappresentato da solare fotovoltaico e biomasse mentre l’1,8% sono combustibili fossili.

Il successo delle energie rinnovabili nel Costa Rica è destinato a proseguire anche nel 2017, spiega il presidente dell’Ice Carlos Manuel Obregón. L’istituto si aspetta che la produzione da fonti di energia rinnovabili diventi stabile anche grazie a quattro nuovi parchi eolici che saranno completati nel 2017 e al progetto idroelettrico Reventazon. Inaugurata a settembre 2016, la diga di Reventazon, con i suoi 130 metri d’altezza, un bacino di 6,9 chilometri quadrati e una potenza di 305,5 MW, rappresenta la più grande opera infrastrutturale dell’America Centrale e potrà soddisfare le esigenze elettriche di circa 525 mila abitazioni.

Secondo i gruppi attivisti locali, la diga sezionerebbe però uno dei principali corridoi naturali dell’America Centrale, sbarrando la strada alla migrazione animale e minacciando seriamente il patrimonio di biodiversità della zona. Per limitare quanto possibile i danni, l’Istituto si è impegnato a finanziare 1,6 milioni di dollari in misure di prevenzione delle foreste circostanti, in maniera da assicurare un corridoio alla fauna selvatica.

Rapporto FAO | L’agricoltura responsabile del 73% della deforestazione ai Tropici

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GIOVEDì 21 LUGLIO 2016

L’agricoltura rappresenta oggi la prima causa di deforestazione nelle aree tropicali e subtropicali del nostro pianeta e risulta ormai imprescindibile la transizione verso sistemi agricoli più sostenibili, meno impattanti, in accordo anche con gli obiettivi dell’Agenda per lo Sviluppo Sostenibile 2030 e con le misure prese nella Conferenza di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21). Questo è quanto emerge dal rapporto “State of the World’s Forests 2016” (SOFO) della FAO (Organizzazione della Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) presentato lo scorso 18 luglio in occasione della 23esima sessione della Commissione FAO sulle foreste.

Secondo il rapporto l’agricoltura è oggi responsabile del 73% della deforestazione nelle aree tropicali e subtropicali del nostro pianeta, per il 40% da agricoltura commerciale e per il 33% da agricoltura di sussistenza. Il restante 27% è dovuto in primis alla crescita urbana che rappresenta il 20% della deforestazione totale mentre l’industria mineraria contribuisce per il 7%. In particolare, sottolinea la FAO, tra il 2000 e il 2010 abbiamo perduto circa sette milioni di ettari di foreste ogni anno nei paesi tropicali sostituite da terreni per uso agricolo che sono aumentati di sei milioni di ettari.

La FAO ricorda il ruolo fondamentale che le foreste svolgono nello sviluppo agricolo sostenibile dei paesi attraverso il ciclo dell’acqua, la conservazione del suolo, il sequestro del carbonio, il controllo dei parassiti, influenzando il clima locale e proteggendo gli habitat di molti organismi tra i quali gli insetti impollinatori, fondamentali per la vita degli ecosistemi. Inoltre, aggiunge la FAO, oltre ai loro contributi ecologici vitali, le foreste rappresentano, per la maggior parte delle volte, il principale mezzo di sussistenza per le popolazioni locali che vivono nella regioni tropicali e subtropicali e spesso contribuiscono alla riduzione della povertà attraverso il reddito generato dalla produzione di beni forestali e servizi ambientali. Circa 2,4 miliardi di persone nel mondo, riporta la FAO, fanno ancora affidamento sul legno come unico combustibile per riscaldare e cucinare.

La FAO afferma che la sicurezza alimentare per tutti può essere raggiunta anche con una produzione agricola più sostenibile e meno impattante, piuttosto che attraverso un espansione delle aree agricole spesso sconsiderata che va a scapito delle foreste. Bisogna puntare su un miglior coordinamento intersettoriale delle politiche in materia di agricoltura, silvicoltura e alimentazione, afferma la FAO, promuovendo misure che favoriscano una migliore pianificazione dell’uso del suolo, coinvolgendo maggiormente le comunità locali e integrando i piccoli produttori nella catena di produzione agricola.

Dal rapporto SOFO emerge che, dal 1990, oltre venti paesi sono riusciti a migliorare i livelli nazionali in materia di sicurezza alimentare, e allo stesso tempo, mantenere o addirittura aumentare la copertura forestale a dimostrazione che non è necessario tagliare le foreste per produrre più cibo. Dodici di questi paesi hanno aumentato la copertura forestale di oltre il 10% su scala nazionale negli ultimi venticinque anni. Tra questi figurano l’Algeria, il Cile, la Cina, la Repubblica Dominicana, il Gambia, l’Iran, il Marocco, la Tailandia, la Tunisia, la Turchia, l’Uruguay e il Vietnam.

Una Roma più sostenibile, verde e vicina ai cittadini

GIOVEDì 3 DICEMBRE 2015

Il 28 novembre 2015, presso il Centro Eventi di Piazza di Spagna, si è tenuto l’evento “La Prossima Roma” che ha visto la partecipazione di professionisti, rappresentanti di volontariato e associazionismo civico, imprenditori, docenti, esperti, servitori pubblici di rango politico o tecnico che hanno fornito le loro competenze e le loro idee per una nuova visione di Roma e del suo futuro.

Segue il mio intervento :

«Buongiorno. Sono Andrea Campiotti, studente liceale, collaboro con l’Associazione eTutorWeb e con il periodico www.etutorweb.it per il quale scrivo di tematiche legate all’ambiente, l’ecologia e la sostenibilità ambientale. Ringrazio l’organizzazione dell’evento per l’opportunità che ho oggi qui di poter parlare di Roma, della nostra città e in particolare del suo futuro.

Partirei da alcuni dati che ci ricorda Jeremy Rifkin : 1 zona urbana di un 1 milione di abitanti, quindi nel caso di Roma, circa 3 quartieri, come possono essere per esempio, Tuscolano, Tiburtino e Prenestino, consuma ogni giorno circa 1.800 tonnellate di cibo, 9.300 tonnellate di energia fossile e 625.000 tonnellate di acqua potabile.

Partirei da questi dati per sottolineare la necessità di una nuova visione di Roma affinché possa essere più sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico e delle risorse naturali come acqua e rifiuti – ricordo che la FAO ci dice che 1/3 del cibo viene sprecato sotto forma di rifiuto. Per una città come Roma, mi auguro che le istituzioni, insieme ai cittadini romani, comprendano quanto sia diventato ormai determinante assumere stili di vita più sostenibili.

Roma ha un vero e proprio patrimonio verde – 4000 ettari di aree verdi – che a mio avviso potrebbero essere ulteriormente valorizzati a favore dei cittadini, in particolare a favore dei giovani, per esempio con percorsi verdi, orti urbani e giardini condivisi.

I rifiuti rappresentano una grande risorsa naturale di energia. Le istituzioni dovrebbero sostenere programmi di raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti.

Per quanto riguarda l’aspetto energetico di Roma, le istituzioni dovrebbero porre una maggiore attenzione alla diminuzione del traffico in città che significa una diminuzione dei consumi di energia e un ambiente con meno CO2 presente nell’aria ; e un ambiente con meno CO2 significa un miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

Per fare questo però occorrono piste ciclabili, aree pedonali, trasporti pubblici più efficienti e, non ultimo, una maggiore responsabilità da parte degli stessi cittadini romani per quanto riguarda i loro stili di vita.

Tutto questo sarà possibile soltanto con l’impegno della prossima Amministrazione del Comune di Roma e con la piena collaborazione da parte di tutti i cittadini romani, per una “Prossima Roma” più sostenibile, più verde e più vicina ai cittadini.»

ANDREA CAMPIOTTI, 28 novembre 2015

“Le aree verdi sono una ricchezza per Roma”

LUNEDì 30 NOVEMBRE 2015

A Roma, dal 18 al 20 novembre, in occasione della “Giornata Nazionale degli Alberi” 2015, si sono svolti, presso la sede di Confagricoltura di Palazzo della Valle, gli”Stati Generali del Verde Urbano”. Tra i promotori dell’iniziativa il Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Fra i partecipanti vi era anche Estella Marino, Assessore all’Ambiente e ai Rifiuti del Comune di Roma nella ex giunta Marino e attuale Responsabile per le politiche ambientali e la sostenibilità del Partito Democratico.


Domanda – Qual è la posizione del Comune per quanto riguarda il verde nella città di Roma?

Risposta – Roma è tra le città più verdi d’Europa grazie al suo patrimonio di oltre 4000 ettari di aree verdi. Nonostante questo ingente patrimonio verde, tuttavia Roma non ha ancora un Regolamento del Verde Urbano che invece rappresenta uno strumento indispensabile per tutelare l’ambiente e il paesaggio urbano. Uno dei nostri obiettivi fin dai primi mesi della nostra Amministrazione, è stata la proposta di un programma di decentramento di competenze e risorse per le aree verdi di prossimità, ovvero, l’affidamento della gestione delle aree fino a 5000 m2 ai singoli municipi della città, per favorire una semplificazione, dal punto di vista amministrativo, della gestione del verde a Roma. Purtroppo ancora oggi tutti gli spazi verdi della città sono gestiti centralmente dalla Direzione Gestione Territoriale, Ambientale e del Verde, salvo il X Municipio, unico municipio di Roma che usufruisce del programma di decentramento.

D – Come si concilia il verde urbano con i problemi di una città come Roma? Quali sono i vantaggi dal punto di vista ambientale?

R – La presenza di aree verdi in città, in generale, rappresenta un elemento positivo per la qualità ambientale della città e per la stessa vita dei cittadini. Il verde, infatti, oltre a rendere più gradevole il paesaggio, contribuisce a ridurre la CO2 e le polveri sottili presenti nell’aria grazie al fenomeno della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono per crescere e vivere. Inoltre, con la traspirazione le piante arricchiscono di acqua l’aria circostante e quindi contribuiscono a ridurre le temperature dell’aria in città. In questo modo, diminuiscono le spese dei cittadini per raffrescare gli ambienti di casa o degli uffici soprattutto in estate quando si hanno temperature più elevate, soprattutto nei centri urbani (“heat Island”). Una forte estensione del verde urbano ha inoltre importanti risvolti sociali in quanto consente ai cittadini romani di svolgere varie attività all’aperto nei parchi cittadini come passeggiare, fare footing o picnic. Infine, non dimentichiamo che per i più piccoli i giardini scolastici o quelli pubblici situati in prossimità di scuole e asili rappresentano un luogo ideale dove incontrare gli amici e giocare all’aperto lontani dal traffico e dalla confusione della città. Pertanto, in questo modo il verde in città rappresenta anche un elemento pedagogico non secondario per la crescita formativa dei nostri bambini.

D – Il Comune di Roma è impegnato in programmi finalizzati ad aumentare il verde nella città?

R – Abbiamo approvato a luglio 2015 il Regolamento per gli orti urbani e i per giardini condivisi. Abbiamo inoltre promosso campagne a favore del verde urbano come il progetto “Dona un albero” con il quale i cittadini possono donare un albero alla città sul quale si può anche incidere una dedica per una persona cara. Dopo essere stato trapiantato, l’albero viene inscritto nel registro delle donazioni di alberi e al donatore viene rilasciato un attestato con la data della messa a dimora, l’ubicazione e la specie dell’albero. Un ulteriore progetto è “Adotta un’aiuola” che consente ai cittadini di donare e provvedere a contribuire un’aiuola al proprio quartiere.

D – La città di Roma è inserita in programmi europei o internazionali che riguardano il clima, l’ambiente e l’efficienza energetica?

R – Roma è impegnata in diversi network internazionali tra cui il C40 (Cities Climate Leadership Group), ICLEI (Local Governments for Sustainability) e il Patto dei Sindaci (principale movimento europeo che vede impegnate volontariamente le amministrazioni locali e regionali in attività e programmi mirati ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili del proprio territorio. La città di Roma è inoltre coinvolta nel progetto 100 Resilient Cities promosso dalla Fondazione Rockefeller che si propone di aiutare le città che hanno aderito ad essere più resilienti, ossia in grado di adattarsi ai cambiamenti di tipo ambientale, economico e sociale, con interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e con una gestione migliore del verde pubblico e degli spazi urbani in città.