Archive for the ‘Cultura e Società’ Category

European Green Capital Award | Bologna si candida “capitale verde” d’Europa per il 2019

VENERDì 9 DICEMBRE 2016

Ridurre l’inquinamento e favorire uno stile di vita sostenibile. Questi sono i principali obiettivi delle capitali europee partecipanti agli “European Green Capital Award”promossi ogni anno alla Commissione Europea, con lo scopo di premiare la città europea che più si è distinta in termini di sostenibilità ambientale, efficienza del sistema dei trasporti e qualità della vita dei cittadini. Le città candidate sono valutate secondo dodici aree di riferimento: cambiamento climatico in termini di adattamento e mitigazione, sistema dei trasporti, numero di aree verdi in termini di ricchezza di natura e biodiversità, qualità dell’aria, qualità dell’ambiente acustico, gestione dei rifiuti, gestione delle acque, trattamento delle acque reflue, eco-innovazione, occupazione sostenibile, rendimento energetico e gestione ambientale integrata.

La città che si candida, a “capitale verde” d’Europa per il 2019, a rappresentanza dell’Italia, è Bologna. La giunta comunale ha assunto l’impegno di sostenere la candidatura della città ed è attualmente a lavoro per preparare il dossier, insieme con l’Urban Center e il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Bologna, che raccoglierà tutto ciò che il Comune ha portato avanti sui temi della sostenibilità ambientale. 

Tra le 14 città candidate, tra cui l’altra italiana è Firenze, nell’aprile 2017 saranno selezionate 3 finaliste. Una giuria assegnerà poi il premio nel mese di giugno del 2017 ad Essen, in Germania. Le città già insignite del riconoscimento sono state Stoccolma nel 2010, Amburgo nel 2011 Vitoria-Gasteiz nel 2012, Nantes nel 2013, Copenhagen nel 2014, Bristol nel 2015, Lubiana nel 2016, Essen nel 2017, Nimega nel 2018.

I giardini di Palazzo Venezia aprono al pubblico. All’interno panchine targate “Benito”

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DOMENICA 19 GIUGNO 2016

Una nuova oasi verde nel cuore del centro storico di Roma che fino a qualche tempo fa era un parcheggio e che oggi torna a vivere ospitando concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza e conversazioni d’arte.

Dal 20 giugno al 16 settembre 2016, Palazzo Venezia a Roma, accoglierà una rassegna di concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza e conversazioni d’arte organizzati nel giardino di uno dei più noti palazzi storici di Roma, per anni adibito a parcheggio per i dipendenti, che dopo un lungo restyling è stato restituito a cittadini della città. La manifestazione, che prende il nome di “Giardino Ritrovato”, è organizzata dal Polo Museale del Lazio, organismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT), nato due anni fa per la gestione di 43 siti tra musei, aree archeologiche e istituti presenti a Roma e nel resto della regione, in collaborazione con il Museo Nazionale di Palazzo Venezia.

Palazzo Venezia rappresenta uno dei più significativi edifici del Rinascimento romano e gode di una lunga storia: cominciato a metà del ‘400 da Papa Paolo II, fu ceduto alla Repubblica di Venezia (a cui deve il nome). Nel ’900, durante la Prima Guerra Mondiale, accolse al suo interno un museo di arte medievale e moderna e nel ventennio fascista fu il quartier generale di Benito Mussolini, fino ad arrivare all’assetto odierno che risale al secondo dopoguerra. Il complesso è, oggi, sede del Polo Museale del Lazio, della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte e del Museo Nazionale di Palazzo Venezia che ospita al suo interno una ricca collezione di arte medievale e moderna.

La Rassegna “Il Giardino Ritrovato”, sarà aperta dal musicista Luigi Cinque con l’Hypertex O’rchestra con il concerto/installazione “Il canto invisibile. Songlines”, con la partecipazione di Mimmo Cuticchio, attore e regista teatrale. Tra gli artisti attesi, spiccano inoltre, Fabrizio Bosso, Paolo Fresu, Daniele Di Bonaventura, Marco Bardoscia, David Riondino, Gabriele Mirabassi, Paola Minaccioni, il Balletto di Roma, la Compagnia Virgilio Sieni, coreografo e danzatore nonché direttore della Biennale della Danza di Venezia, e molti altri ancora tra attori, artisti e musicisti. Oltre a concerti e spettacoli teatrali, è in programma una serie di Conversazioni d’arte a cura del prof. Marco Ruffini, dell’Università “La Sapienza” di Roma, che insieme con esperti di rango internazionale, esplorerà i percorsi di alcuni artisti occidentali della prima età moderna.

Per uno scherzo del destino le nuove panchine che arredano il giardino, appena aperto al pubblico, sono targate “Benito”, nome dell’azienda spagnola che si è aggiudicata l’appalto. I giardini di Palazzo Venezia, che negli ultimi 70 anni di Repubblica hanno dovuto lottare per scrollarsi di dosso quel peso storico e ideologico che aveva impedito una loro valorizzazione, cambiano look e aprono al pubblico con le nuove panchine targate “Benito”. Come dicevano gli antichi Romani “Nomen omen”.

Festival delle Scienze 2016 – Einstein protagonista dell’evento

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DOMENICA 15 MAGGIO 2016

Tre giorni tra conferenze, lectio magistralis, workshop e spettacoli dal vivo  dedicati ad Albert Einstein, pilastro del Novecento, e alle sue principali teorie, a cent’anni dalla pubblicazione della teoria della relatività generale e nell’anno della conferma sperimentale delle onde gravitazionali, teoria portata avanti dal celebre scienziato tedesco.

Il Festival delle Scienze di Roma, arrivato alla sua undicesima edizione, si svolgerà dal 20 al 22 maggio 2016 presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento è organizzato dalla Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Codice. Idee per la Cultura e con la partnership scientifica dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.Il tema chiave di quest’anno sarà la relatività, filo conduttore di un viaggio che non si limita a ricordare solo l’importanza storica della teoria di Einstein, ma che si estende anche al suo rapporto con le scienze umane (psicologia, sociologia, filosofia), fino a raggiungere i settori più innovativi della ricerca contemporanea (fisica quantistica, Big Data).

Durante la conferenza stampa di presentazione del festival, il Presidente della Fondazione Musica per Roma, Aurelio Regina, ha affermato che «Lo scorso anno la decima edizione del Festival delle Scienze, dedicata all’Ignoto, ha suscitato l’interesse di 20 mila persone. Si può calcolare che più di 200.000 spettatori hanno frequentato l’Auditorium in questi anni, nei giorni del festival delle scienze. A distanza di cento anni dalla sua pubblicazione, la teoria della relatività generale di Einstein è più che mai attuale e ha rivoluzionato la fisica classica».

Sempre durante la rassegna, l’Amministratore delegato della Fondazione Musica per Roma, José Ramòn Dosal ha aggiunto che «Ad accompagnarci in questo viaggio ci saranno alcune delle più importanti personalità internazionali nel campo della ricerca scientifica. E proprio qui in Auditorium abbiamo ospitato due importanti appuntamenti su questo tema, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: a febbraio la conferenza “Einstein aveva ragione” e ad aprile la  conferenza “Macchine per scoprire, dal bosone di Higgs alla nuova fisica».

A presentare gli ospiti internazionali, è Vittorio Bo, co-direttore del Festival. Tra i principali ospiti, Joao Magueijo, dell’Imperial College di Londra, Elena Aprile della Columbia University, Scott Hughes, Seth Lloyd e David Kaiser del Massachussets Institute of Technology (MIT) e Ned Markosian dell’Università del Massachussets, i quali saranno tutti protagonisti di una serie di lectio magistralis.

Il Festival è stato inoltre inserito della Stagioni delle Arti, la “Primavera”, che prevedrà una serie di appuntamenti dedicati ai più piccoli e alle loro famiglie che vedranno la partecipazione di numerosi artisti, musicisti, attori e animatori.

“Petaloso”: la nuova parola accettata dalla Crusca

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MERCOLEDì 24 FEBBRAIO 2016

Secondo l’Accademia della Crusca, una delle più importanti istituzioni linguistiche d’Italia e del mondo, dobbiamo inserire una nuova parola nel nostro vocabolario, “petaloso”. Il tutto grazie all’inventiva di Matteo, un bambino di terza elementare della scuola elementare Marchesi di Copparo, in provincia di Ferrara.

Spiega la maestra della classe di Matteo – “Qualche settimana fa, durante un lavoro sugli aggettivi un mio alunno ha scritto di un fiore che era “petaloso”. Inizialmente l’ho segnata in rosso come errore ma poi la parola, benché inesistente, mi è piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo”.

La parola “petaloso”, inventata da Matteo, ha ricevuto un riconoscimento da parte dell’Accademia dell Crusca la quale ha risposto all’alunno con una lettera: «La tua parola è bella e chiara», continua la Crusca che spiega come fa una parola ad entrare nel vocabolario. «Bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a scrivere e dire “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perché gli italiani la conoscono e la usano».

L’ Accademia suggerisce infine a Matteo un libro, “Drilla”, di Andrew Clemens. «Leggilo, magari insieme ai tuoi compagni e alla tua maestra: racconta proprio una storia come la tua, la storia di un bambino che inventa una parola e cerca di farla entrare nel vocabolario».

Questa interessante vicenda ci fa riflettere su come la lingua, in questo caso, la lingua italiana, sia in continua evoluzione. Nuovi termini nascono, altri assumono significati diversi o sono riproposti. Basti pensare alle tante parole che sono nate con l’avvento di Internet e, in generale, delle tecnologie, e che sono ormai diventate di uso quotidiano.

Fino a qualche anno fa era impensabile ascoltare termini come “postare” cioè inviare un post in Internet’ (dall’inglese: “to post” = “inviare”, “pubblicare”), “downloadare”, ovvero, l’atto di scaricare un file sul computer. E poi ancora “taggare” usato quando “postata” una foto su un social network si menzionano persone che sono presenti in quell’immagine, “linkare”  quando si condivide l’indirizzo internet di un sito, su un blog o su un social network (dall’inglese: “to link” = “collegare”) e poi “selfie” una delle più amate dai giovani, cioè un autoscatto realizzato solitamente attraverso uno smartphone o una fotocamera digitale e condiviso immediatamente sui social networks.Non ci resta che aspettare di sentire “Com’è petaloso questo fiore!”