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H-FARM – “La scuola la fanno i ragazzi”

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MERCOLEDì 9 MARZO 2016

Il 2 aprile a Roncade, in provincia di Treviso, si terrà l’evento “La scuola che vorrei” organizzato da H-FARM, piattaforma digitale nata nel 2005 con l’obiettivo di aiutare giovani imprenditori a realizzare progetti innovativi, e supportare le aziende italiane nel passaggio al digitale.

All’evento, che durerà una sola giornata, prenderanno parte ragazzi tra i 10 e 15 anni che , suddivisi in gruppi di lavoro e accompagnati dal team di H-FARM, metteranno alla prova le proprie abilità progettuali e la loro creatività per produrre un mini progetto attraverso il quale racconteranno la scuola che sognano per il futuro dal punto di vista degli spazi scolastici, il modello educativo e la didattica.

Quello dell’Education è un ambito in cui H- investe già dal 2010 attraverso due progetti: il primo, promosso da Digital Accademia, è mirato a supportare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale e nel relativo processo di cambiamento del metodo di lavoro, dell’organizzazione e dei linguaggi; il secondo si pone come obiettivo quello di progettare e realizzare percorsi di studio che forniscano le competenze per affrontare le sfide professionali del nostro presente.

Proprio in quest’ultimo ambito H-FARM ha lanciato di recente H-CAMPUS, un progetto internazionale finalizzato a creare un percorso formativo K-12 per i ragazzi dai 6 ai 26 anni. Si parte dai primi anni di età scolare fino al diploma di scuola superiore, al quale si aggiunge la formazione post diploma, dalla laurea ai master, che permetterà ai giovani di oggi di affrontare in modo consapevole gli enormi cambiamenti che il digitale sta apportando nel sistema lavorativo globale.

I ragazzini di oggi sono straordinariamente svegli – ha dichiarato Riccardo Donadon, fondatore e amministratore delegato di H-Farm, all’agenzia di stampa Adnkronos – e hanno un’enorme opportunità di crescere e imparare in modo diverso da come lo faceva la nostra generazione. Grazie a Internet la conoscenza è letteralmente alla loro portata e noi dobbiamo indirizzarli e condurli affinché comprendano in modo corretto tutte le occasioni che hanno a disposizione, così che sappiano orientarsi e scegliere in maniera consapevole. I giovani sono il nostro futuro e noi abbiamo il dovere morale di investire su di loro”.

A proposito dell’evento si è pronunciato anche Carlo Carraro, professore di econometria ed economia ambientale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia ed Head of Education di H-Farm: “Stiamo costruendo un progetto educativo completamente nuovo – spiega Carlo Carraro – e non possiamo non considerare le idee di chi ne è protagonista. Questa è la prima edizione di un appuntamento che diventerà per noi strutturale per raccogliere dai ragazzi le idee migliori rispetto a cosa si aspettano dalla formazione“.

A conclusione dell’evento i progetti più interessanti e innovativi saranno premiati da una giuria speciale, composta da un gruppo di giovani che lavorano in H-FARM. I primi classificati verranno premiati con una settimana gratuita ai Digital Native Camp 2016, in programma quest’estate, e vedranno esposto il proprio lavoro nella nella loro scuola e sui canali social di H-FARM.

“Petaloso”: la nuova parola accettata dalla Crusca

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MERCOLEDì 24 FEBBRAIO 2016

Secondo l’Accademia della Crusca, una delle più importanti istituzioni linguistiche d’Italia e del mondo, dobbiamo inserire una nuova parola nel nostro vocabolario, “petaloso”. Il tutto grazie all’inventiva di Matteo, un bambino di terza elementare della scuola elementare Marchesi di Copparo, in provincia di Ferrara.

Spiega la maestra della classe di Matteo – “Qualche settimana fa, durante un lavoro sugli aggettivi un mio alunno ha scritto di un fiore che era “petaloso”. Inizialmente l’ho segnata in rosso come errore ma poi la parola, benché inesistente, mi è piaciuta, così ho suggerito di inviarla all’Accademia della Crusca per una valutazione. Oggi abbiamo ricevuto la risposta, precisa ed esauriente. Per me vale come mille lezioni di italiano. Grazie al mio piccolo inventore Matteo”.

La parola “petaloso”, inventata da Matteo, ha ricevuto un riconoscimento da parte dell’Accademia dell Crusca la quale ha risposto all’alunno con una lettera: «La tua parola è bella e chiara», continua la Crusca che spiega come fa una parola ad entrare nel vocabolario. «Bisogna che la parola nuova non sia conosciuta e usata solo da chi l’ha inventata, ma che la usino tante persone e tante persone la capiscano. Se riuscirai a diffondere la tua parola fra tante persone e tante persone in Italia cominceranno a scrivere e dire “Com’è petaloso questo fiore!” o, come suggerisci tu, “le margherite sono fiori petalosi, mentre i papaveri non sono molto petalosi”, ecco, allora petaloso sarà diventata una parola dell’italiano, perché gli italiani la conoscono e la usano».

L’ Accademia suggerisce infine a Matteo un libro, “Drilla”, di Andrew Clemens. «Leggilo, magari insieme ai tuoi compagni e alla tua maestra: racconta proprio una storia come la tua, la storia di un bambino che inventa una parola e cerca di farla entrare nel vocabolario».

Questa interessante vicenda ci fa riflettere su come la lingua, in questo caso, la lingua italiana, sia in continua evoluzione. Nuovi termini nascono, altri assumono significati diversi o sono riproposti. Basti pensare alle tante parole che sono nate con l’avvento di Internet e, in generale, delle tecnologie, e che sono ormai diventate di uso quotidiano.

Fino a qualche anno fa era impensabile ascoltare termini come “postare” cioè inviare un post in Internet’ (dall’inglese: “to post” = “inviare”, “pubblicare”), “downloadare”, ovvero, l’atto di scaricare un file sul computer. E poi ancora “taggare” usato quando “postata” una foto su un social network si menzionano persone che sono presenti in quell’immagine, “linkare”  quando si condivide l’indirizzo internet di un sito, su un blog o su un social network (dall’inglese: “to link” = “collegare”) e poi “selfie” una delle più amate dai giovani, cioè un autoscatto realizzato solitamente attraverso uno smartphone o una fotocamera digitale e condiviso immediatamente sui social networks.Non ci resta che aspettare di sentire “Com’è petaloso questo fiore!”

Fritjof Capra – “Agricoltura e cambiamento climatico”

MERCOLEDì 3 FEBBRAIO 2016

Mercoledì 3 febbraio si è svolto presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati l’incontro “Agricoltura e cambiamento climatico”. Un appuntamento ricco di spunti di riflessione, in particolare sull’impatto che i diversi modelli agricoli hanno nei confronti del nostro pianeta e sui vantaggi di pratiche di coltivazione meno impattanti. Durante l’incontro è è stato presentato per la prima volta il libro “Agricoltura e cambiamento climatico” (che da il titolo all’incontro) scritto dal fisico e saggista di fama internazionale Fritjof Capra ed edito da Aboca Edizoni.

Intervenuti all’incontro, l’On. Andrea Olivero, Vice Ministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Fabrizio Piva, Presidente CCPB che ha illustrato il progetto AgriCO2lture e le potenzialità di un’agricoltura sostenibile. Hanno portato i loro saluti l’On. Marco Donati e Massimo Mercati, Direttore Generale di Aboca. Per vedere l’evento clicca qui

Una Roma più sostenibile, verde e vicina ai cittadini

GIOVEDì 3 DICEMBRE 2015

Il 28 novembre 2015, presso il Centro Eventi di Piazza di Spagna, si è tenuto l’evento “La Prossima Roma” che ha visto la partecipazione di professionisti, rappresentanti di volontariato e associazionismo civico, imprenditori, docenti, esperti, servitori pubblici di rango politico o tecnico che hanno fornito le loro competenze e le loro idee per una nuova visione di Roma e del suo futuro.

Segue il mio intervento :

«Buongiorno. Sono Andrea Campiotti, studente liceale, collaboro con l’Associazione eTutorWeb e con il periodico www.etutorweb.it per il quale scrivo di tematiche legate all’ambiente, l’ecologia e la sostenibilità ambientale. Ringrazio l’organizzazione dell’evento per l’opportunità che ho oggi qui di poter parlare di Roma, della nostra città e in particolare del suo futuro.

Partirei da alcuni dati che ci ricorda Jeremy Rifkin : 1 zona urbana di un 1 milione di abitanti, quindi nel caso di Roma, circa 3 quartieri, come possono essere per esempio, Tuscolano, Tiburtino e Prenestino, consuma ogni giorno circa 1.800 tonnellate di cibo, 9.300 tonnellate di energia fossile e 625.000 tonnellate di acqua potabile.

Partirei da questi dati per sottolineare la necessità di una nuova visione di Roma affinché possa essere più sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico e delle risorse naturali come acqua e rifiuti – ricordo che la FAO ci dice che 1/3 del cibo viene sprecato sotto forma di rifiuto. Per una città come Roma, mi auguro che le istituzioni, insieme ai cittadini romani, comprendano quanto sia diventato ormai determinante assumere stili di vita più sostenibili.

Roma ha un vero e proprio patrimonio verde – 4000 ettari di aree verdi – che a mio avviso potrebbero essere ulteriormente valorizzati a favore dei cittadini, in particolare a favore dei giovani, per esempio con percorsi verdi, orti urbani e giardini condivisi.

I rifiuti rappresentano una grande risorsa naturale di energia. Le istituzioni dovrebbero sostenere programmi di raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti.

Per quanto riguarda l’aspetto energetico di Roma, le istituzioni dovrebbero porre una maggiore attenzione alla diminuzione del traffico in città che significa una diminuzione dei consumi di energia e un ambiente con meno CO2 presente nell’aria ; e un ambiente con meno CO2 significa un miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

Per fare questo però occorrono piste ciclabili, aree pedonali, trasporti pubblici più efficienti e, non ultimo, una maggiore responsabilità da parte degli stessi cittadini romani per quanto riguarda i loro stili di vita.

Tutto questo sarà possibile soltanto con l’impegno della prossima Amministrazione del Comune di Roma e con la piena collaborazione da parte di tutti i cittadini romani, per una “Prossima Roma” più sostenibile, più verde e più vicina ai cittadini.»

ANDREA CAMPIOTTI, 28 novembre 2015

“Le aree verdi sono una ricchezza per Roma”

LUNEDì 30 NOVEMBRE 2015

A Roma, dal 18 al 20 novembre, in occasione della “Giornata Nazionale degli Alberi” 2015, si sono svolti, presso la sede di Confagricoltura di Palazzo della Valle, gli”Stati Generali del Verde Urbano”. Tra i promotori dell’iniziativa il Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Fra i partecipanti vi era anche Estella Marino, Assessore all’Ambiente e ai Rifiuti del Comune di Roma nella ex giunta Marino e attuale Responsabile per le politiche ambientali e la sostenibilità del Partito Democratico.


Domanda – Qual è la posizione del Comune per quanto riguarda il verde nella città di Roma?

Risposta – Roma è tra le città più verdi d’Europa grazie al suo patrimonio di oltre 4000 ettari di aree verdi. Nonostante questo ingente patrimonio verde, tuttavia Roma non ha ancora un Regolamento del Verde Urbano che invece rappresenta uno strumento indispensabile per tutelare l’ambiente e il paesaggio urbano. Uno dei nostri obiettivi fin dai primi mesi della nostra Amministrazione, è stata la proposta di un programma di decentramento di competenze e risorse per le aree verdi di prossimità, ovvero, l’affidamento della gestione delle aree fino a 5000 m2 ai singoli municipi della città, per favorire una semplificazione, dal punto di vista amministrativo, della gestione del verde a Roma. Purtroppo ancora oggi tutti gli spazi verdi della città sono gestiti centralmente dalla Direzione Gestione Territoriale, Ambientale e del Verde, salvo il X Municipio, unico municipio di Roma che usufruisce del programma di decentramento.

D – Come si concilia il verde urbano con i problemi di una città come Roma? Quali sono i vantaggi dal punto di vista ambientale?

R – La presenza di aree verdi in città, in generale, rappresenta un elemento positivo per la qualità ambientale della città e per la stessa vita dei cittadini. Il verde, infatti, oltre a rendere più gradevole il paesaggio, contribuisce a ridurre la CO2 e le polveri sottili presenti nell’aria grazie al fenomeno della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono per crescere e vivere. Inoltre, con la traspirazione le piante arricchiscono di acqua l’aria circostante e quindi contribuiscono a ridurre le temperature dell’aria in città. In questo modo, diminuiscono le spese dei cittadini per raffrescare gli ambienti di casa o degli uffici soprattutto in estate quando si hanno temperature più elevate, soprattutto nei centri urbani (“heat Island”). Una forte estensione del verde urbano ha inoltre importanti risvolti sociali in quanto consente ai cittadini romani di svolgere varie attività all’aperto nei parchi cittadini come passeggiare, fare footing o picnic. Infine, non dimentichiamo che per i più piccoli i giardini scolastici o quelli pubblici situati in prossimità di scuole e asili rappresentano un luogo ideale dove incontrare gli amici e giocare all’aperto lontani dal traffico e dalla confusione della città. Pertanto, in questo modo il verde in città rappresenta anche un elemento pedagogico non secondario per la crescita formativa dei nostri bambini.

D – Il Comune di Roma è impegnato in programmi finalizzati ad aumentare il verde nella città?

R – Abbiamo approvato a luglio 2015 il Regolamento per gli orti urbani e i per giardini condivisi. Abbiamo inoltre promosso campagne a favore del verde urbano come il progetto “Dona un albero” con il quale i cittadini possono donare un albero alla città sul quale si può anche incidere una dedica per una persona cara. Dopo essere stato trapiantato, l’albero viene inscritto nel registro delle donazioni di alberi e al donatore viene rilasciato un attestato con la data della messa a dimora, l’ubicazione e la specie dell’albero. Un ulteriore progetto è “Adotta un’aiuola” che consente ai cittadini di donare e provvedere a contribuire un’aiuola al proprio quartiere.

D – La città di Roma è inserita in programmi europei o internazionali che riguardano il clima, l’ambiente e l’efficienza energetica?

R – Roma è impegnata in diversi network internazionali tra cui il C40 (Cities Climate Leadership Group), ICLEI (Local Governments for Sustainability) e il Patto dei Sindaci (principale movimento europeo che vede impegnate volontariamente le amministrazioni locali e regionali in attività e programmi mirati ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili del proprio territorio. La città di Roma è inoltre coinvolta nel progetto 100 Resilient Cities promosso dalla Fondazione Rockefeller che si propone di aiutare le città che hanno aderito ad essere più resilienti, ossia in grado di adattarsi ai cambiamenti di tipo ambientale, economico e sociale, con interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e con una gestione migliore del verde pubblico e degli spazi urbani in città.