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Bioarchitettura : Friedensreich Hundertwasser lo immaginava prima di noi

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VENERDÌ 6 APRILE 2012

Friedensreich Hundertwasser (Vienna, 15 dicembre 1928 – 19  febbraio 2000) è stato un architetto ed ecologista austriaco. Egli anticipò alcuni concetti di bioarchitettura esprimendoli nei suoi controversi edifici. La sua vita fu sempre movimentata; infatti nei suoi edifici si può notare la personalità rivolta in tutti gli stili e tradizioni estere. I suoi palazzi potrebbero sembrare folli e non adatti alla società nella quale viviamo oggi ma io credo che le sue idee potrebbero essere maggiormente utilizzate nelle attuali costruzioni. Hundertwasser ci lascia a bocca aperta ad ognuno degli innumerevoli edifici che ha lasciato in tutto il mondo. Io personalmente ne ho visitati un due a Vienna, la sua città natale, e credo fermamente che applicare la natura agli edifici non sia solo un segno di bellezza estetica ma anche di sostenibilità ambientale. Morì a Vienna nel 2000, all’età di 72 anni lasciandoci un patrimonio architettonico che non scorderemo mai e che rimarrà un capolavoro di metà secolo.

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Lo sviluppo rinnovabile italiano

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Nei diversi viaggi che ho fatto in Sicilia ho visto che diversi edifici sono provvisti di pannelli solari, ho osservato attentamente molti impianti fotovoltaici come quello di Priolo in provincia di Siracusa dove lo sfruttamento di risorse non rinnovabili è molto evidente. Penso che l’Italia essendo un paese meridionale rispetto all’Europa possa usufruire di beni naturali inesauribili per produrre energia. Quello che è stato fatto negli ultimi anni è notevole ma io personalmente credo che si possa fare di più. L’Italia è uno dei paesi europei dove la concentrazione dei raggi solari è più alta è quindi di conseguenza sfruttabile maggiormente per produrre energia elettrica.

Come tutti sanno Augusta ha uno dei maggiori impianti petrolchimici in Italia. Questo ha portato indubbiamente un bene economico e industriale al Paese ma allo stesso tempo ha portato ad un inquinamento eccessivo nella zona e di conseguenza a un maggior rischio di tumori alla popolazione. Esistono altri esempi di inquinamento industriale in Sicilia come quello di Gela che ha portato alle stesse conseguenze di Augusta.Queste due città a parer mio sono state gravemente logorate dagli impianti petrolchimici che hanno influito molto sul turismo balneare.

È assolutamente sbagliato che una regione come la Sicilia dove l’intensità solare è più alta rispetto alle altre regioni italiane possa approvare questo genere di sviluppo industriale e non sfruttare invece pienamente le risorse rinnovabili come appunto il sole.

Per concludere vorrei che l’Italia seguisse un sviluppo rinnovabile che non possa nuocere al nostro pianeta e soprattutto che non possa nuocere al mondo che si ritroveranno le generazioni successive.

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Applichiamo la natura agli edifici urbani

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LUNEDÌ 2 APRILE 2012

Oltre a parlare dell’inquinamento nelle città vorrei approfondire l’argomento degli edifici che si potrebbero migliorare con poco. Soprattutto nei centri storici delle città come quello di Roma, uno dei centri più belli e più estesi al mondo, l’edera viene spesso usata sui muri degli edifici per migliorarne l’aspetto esterno e per creare un paesaggio naturale.  Inoltre con le coperture verdi si produce ossigeno con la fotosintesi e si riducono le spese di condizionamento in estate perché le foglie creano una barriera naturale per la radiazione solare. Nelle città si sente molto il bisogno di vegetazione non soltanto nel centro ma anche nelle periferie dove di solito si trovano edifici costruiti senza criteri di sostenibilità nei confronti dell’ambiente e degli abitanti. Propongo di applicare la vegetazione in ogni edificio disponibile per renderlo più naturale ; in una scuola le piante sui muri e sui soffitti esterni che ormai vediamo grigi potrebbero migliorare la qualità visiva degli edifici e del paesaggio. Gli studenti acquisterebbero una maggiore consapevolezza dell’importanza della vegetazione per gli edifici e per la loro salute.