In Italia 90 mila morti premature ogni anno a causa dell’inquinamento atmosferico

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Rapporto GreenItaly 2018: l’Italia tra le prime economie verdi in Europa

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L’attività umana minaccia la biodiversità animale

Vedi articolo completo su Scienza e Governo MERCOLEDì 7 NOVEMBRE 2018 Secondo l’ultimo Living Planet Report del WWF, in poco più di 40 anni abbiamo perduto il 60% delle popolazioni di vertebrati (mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi) a livello […]

L’area mediterranea colpita dai cambiamenti climatici

Vedi articolo completo su Scienza e Governo LUNEDì 5 NOVEMBRE 2018 Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Climate Change sottolinea che l’area mediterranea si sta riscaldando ad una velocità maggiore rispetto al resto del mondo. Secondo l’UNISDR, l’organismo delle […]

L’agricoltura urbana contro la fame nel mondo

Vedi articolo completo su Scienza e Governo MARTEDì 30 OTTOBRE 2018 Nel 2025 la popolazione mondiale raggiungerà gli 8 miliardi di individui, di cui oltre la metà abiterà nelle città. Perciò, garantire la disponibilità di cibo per tutti sarà una […]

 

Fritjof Capra – “Agricoltura e cambiamento climatico”

MERCOLEDì 3 FEBBRAIO 2016

Mercoledì 3 febbraio si è svolto presso la Sala Salvadori della Camera dei Deputati l’incontro “Agricoltura e cambiamento climatico”. Un appuntamento ricco di spunti di riflessione, in particolare sull’impatto che i diversi modelli agricoli hanno nei confronti del nostro pianeta e sui vantaggi di pratiche di coltivazione meno impattanti. Durante l’incontro è è stato presentato per la prima volta il libro “Agricoltura e cambiamento climatico” (che da il titolo all’incontro) scritto dal fisico e saggista di fama internazionale Fritjof Capra ed edito da Aboca Edizoni.

Intervenuti all’incontro, l’On. Andrea Olivero, Vice Ministro alle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e Fabrizio Piva, Presidente CCPB che ha illustrato il progetto AgriCO2lture e le potenzialità di un’agricoltura sostenibile. Hanno portato i loro saluti l’On. Marco Donati e Massimo Mercati, Direttore Generale di Aboca. Per vedere l’evento clicca qui

Una Roma più sostenibile, verde e vicina ai cittadini

GIOVEDì 3 DICEMBRE 2015

Il 28 novembre 2015, presso il Centro Eventi di Piazza di Spagna, si è tenuto l’evento “La Prossima Roma” che ha visto la partecipazione di professionisti, rappresentanti di volontariato e associazionismo civico, imprenditori, docenti, esperti, servitori pubblici di rango politico o tecnico che hanno fornito le loro competenze e le loro idee per una nuova visione di Roma e del suo futuro.

Segue il mio intervento :

«Buongiorno. Sono Andrea Campiotti, studente liceale, collaboro con l’Associazione eTutorWeb e con il periodico www.etutorweb.it per il quale scrivo di tematiche legate all’ambiente, l’ecologia e la sostenibilità ambientale. Ringrazio l’organizzazione dell’evento per l’opportunità che ho oggi qui di poter parlare di Roma, della nostra città e in particolare del suo futuro.

Partirei da alcuni dati che ci ricorda Jeremy Rifkin : 1 zona urbana di un 1 milione di abitanti, quindi nel caso di Roma, circa 3 quartieri, come possono essere per esempio, Tuscolano, Tiburtino e Prenestino, consuma ogni giorno circa 1.800 tonnellate di cibo, 9.300 tonnellate di energia fossile e 625.000 tonnellate di acqua potabile.

Partirei da questi dati per sottolineare la necessità di una nuova visione di Roma affinché possa essere più sostenibile dal punto di vista ambientale, energetico e delle risorse naturali come acqua e rifiuti – ricordo che la FAO ci dice che 1/3 del cibo viene sprecato sotto forma di rifiuto. Per una città come Roma, mi auguro che le istituzioni, insieme ai cittadini romani, comprendano quanto sia diventato ormai determinante assumere stili di vita più sostenibili.

Roma ha un vero e proprio patrimonio verde – 4000 ettari di aree verdi – che a mio avviso potrebbero essere ulteriormente valorizzati a favore dei cittadini, in particolare a favore dei giovani, per esempio con percorsi verdi, orti urbani e giardini condivisi.

I rifiuti rappresentano una grande risorsa naturale di energia. Le istituzioni dovrebbero sostenere programmi di raccolta differenziata e di riciclo dei rifiuti.

Per quanto riguarda l’aspetto energetico di Roma, le istituzioni dovrebbero porre una maggiore attenzione alla diminuzione del traffico in città che significa una diminuzione dei consumi di energia e un ambiente con meno CO2 presente nell’aria ; e un ambiente con meno CO2 significa un miglioramento della qualità di vita dei cittadini.

Per fare questo però occorrono piste ciclabili, aree pedonali, trasporti pubblici più efficienti e, non ultimo, una maggiore responsabilità da parte degli stessi cittadini romani per quanto riguarda i loro stili di vita.

Tutto questo sarà possibile soltanto con l’impegno della prossima Amministrazione del Comune di Roma e con la piena collaborazione da parte di tutti i cittadini romani, per una “Prossima Roma” più sostenibile, più verde e più vicina ai cittadini.»

ANDREA CAMPIOTTI, 28 novembre 2015

“Le aree verdi sono una ricchezza per Roma”

LUNEDì 30 NOVEMBRE 2015

A Roma, dal 18 al 20 novembre, in occasione della “Giornata Nazionale degli Alberi” 2015, si sono svolti, presso la sede di Confagricoltura di Palazzo della Valle, gli”Stati Generali del Verde Urbano”. Tra i promotori dell’iniziativa il Comitato per lo Sviluppo del Verde Pubblico del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). Fra i partecipanti vi era anche Estella Marino, Assessore all’Ambiente e ai Rifiuti del Comune di Roma nella ex giunta Marino e attuale Responsabile per le politiche ambientali e la sostenibilità del Partito Democratico.


Domanda – Qual è la posizione del Comune per quanto riguarda il verde nella città di Roma?

Risposta – Roma è tra le città più verdi d’Europa grazie al suo patrimonio di oltre 4000 ettari di aree verdi. Nonostante questo ingente patrimonio verde, tuttavia Roma non ha ancora un Regolamento del Verde Urbano che invece rappresenta uno strumento indispensabile per tutelare l’ambiente e il paesaggio urbano. Uno dei nostri obiettivi fin dai primi mesi della nostra Amministrazione, è stata la proposta di un programma di decentramento di competenze e risorse per le aree verdi di prossimità, ovvero, l’affidamento della gestione delle aree fino a 5000 m2 ai singoli municipi della città, per favorire una semplificazione, dal punto di vista amministrativo, della gestione del verde a Roma. Purtroppo ancora oggi tutti gli spazi verdi della città sono gestiti centralmente dalla Direzione Gestione Territoriale, Ambientale e del Verde, salvo il X Municipio, unico municipio di Roma che usufruisce del programma di decentramento.

D – Come si concilia il verde urbano con i problemi di una città come Roma? Quali sono i vantaggi dal punto di vista ambientale?

R – La presenza di aree verdi in città, in generale, rappresenta un elemento positivo per la qualità ambientale della città e per la stessa vita dei cittadini. Il verde, infatti, oltre a rendere più gradevole il paesaggio, contribuisce a ridurre la CO2 e le polveri sottili presenti nell’aria grazie al fenomeno della fotosintesi clorofilliana che le piante svolgono per crescere e vivere. Inoltre, con la traspirazione le piante arricchiscono di acqua l’aria circostante e quindi contribuiscono a ridurre le temperature dell’aria in città. In questo modo, diminuiscono le spese dei cittadini per raffrescare gli ambienti di casa o degli uffici soprattutto in estate quando si hanno temperature più elevate, soprattutto nei centri urbani (“heat Island”). Una forte estensione del verde urbano ha inoltre importanti risvolti sociali in quanto consente ai cittadini romani di svolgere varie attività all’aperto nei parchi cittadini come passeggiare, fare footing o picnic. Infine, non dimentichiamo che per i più piccoli i giardini scolastici o quelli pubblici situati in prossimità di scuole e asili rappresentano un luogo ideale dove incontrare gli amici e giocare all’aperto lontani dal traffico e dalla confusione della città. Pertanto, in questo modo il verde in città rappresenta anche un elemento pedagogico non secondario per la crescita formativa dei nostri bambini.

D – Il Comune di Roma è impegnato in programmi finalizzati ad aumentare il verde nella città?

R – Abbiamo approvato a luglio 2015 il Regolamento per gli orti urbani e i per giardini condivisi. Abbiamo inoltre promosso campagne a favore del verde urbano come il progetto “Dona un albero” con il quale i cittadini possono donare un albero alla città sul quale si può anche incidere una dedica per una persona cara. Dopo essere stato trapiantato, l’albero viene inscritto nel registro delle donazioni di alberi e al donatore viene rilasciato un attestato con la data della messa a dimora, l’ubicazione e la specie dell’albero. Un ulteriore progetto è “Adotta un’aiuola” che consente ai cittadini di donare e provvedere a contribuire un’aiuola al proprio quartiere.

D – La città di Roma è inserita in programmi europei o internazionali che riguardano il clima, l’ambiente e l’efficienza energetica?

R – Roma è impegnata in diversi network internazionali tra cui il C40 (Cities Climate Leadership Group), ICLEI (Local Governments for Sustainability) e il Patto dei Sindaci (principale movimento europeo che vede impegnate volontariamente le amministrazioni locali e regionali in attività e programmi mirati ad aumentare l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili del proprio territorio. La città di Roma è inoltre coinvolta nel progetto 100 Resilient Cities promosso dalla Fondazione Rockefeller che si propone di aiutare le città che hanno aderito ad essere più resilienti, ossia in grado di adattarsi ai cambiamenti di tipo ambientale, economico e sociale, con interventi di prevenzione e manutenzione del territorio e con una gestione migliore del verde pubblico e degli spazi urbani in città.

Senza l’acqua non c’è speranza per il futuro

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VENERDì 9 OTTOBRE 2015

L’acqua dolce rappresenta meno dell’1% del nostro pianeta nonostante circa il 71% della superficie terrestre sia ricoperto di acqua. Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) nel 2025 almeno due terzi della popolazione mondiale vivrà in condizioni di difficoltà per mancanza d’acqua. Le aree geografiche più colpite saranno quelle nordafricane, mediorientali e dell’Asia occidentale. I dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono ancora più allarmanti. L’OMS, infatti, calcola che al di sotto della soglia dei 50 litri d’acqua al giorno si è già in condizioni di sofferenza per mancanza d’acqua e quindi, secondo l’OMS, circa il 40% della popolazione mondiale nel 2030, ovvero 2,5 miliardi di persone, vivrà in condizioni igieniche disagevoli dovute alla carenza d’acqua.

Oggi l’Africa subsahariana è l’area del mondo più colpita dalla mancanza di fonti idriche pulite: circa il 40% della popolazione che vive in questi paesi non ha accesso all’acqua potabile e neanche ai servizi igienico-sanitari. E’ significativo che in numerose zone rurali dell’Africa centro-meridionale ogni famiglia, soprattutto donne e bambini, dedica il 26% del suo tempo a raccogliere con recipienti di ogni tipo l’acqua dai pozzi. Inoltre, un ulteriore fattore che certamente merita attenzione è costituito dalla iniquità di consumo dell’acqua potabile a livello mondiale: l’11% della popolazione consuma l’88% dell’acqua e controlla l’84% della ricchezza prodotta dal pianeta mentre il 25% della popolazione, soprattutto di quella presente nel Terzo Mondo, vive in una situazione talmente precaria che non consente a donne, uomini e bambini di avere acqua per bere, cucinare e lavarsi quotidianamente.

In particolare l’uso di acqua potabile nel settore agricolo richiede il 70% dei consumi di acqua potabile a livello mondiale. I dati disponibili, in relazione ai metodi di coltivazione vegetale e ai sistemi di allevamento adottati, ci dicono che occorrono tra 400 e 5000 litri di acqua per produrre un chilogrammo di cereali, tra 5.000 e 100.000 litri di acqua per un chilogrammo di carne. Questi dati ci fanno riflettere su quanto sia diventato importante adottare modelli di vita più sostenibili se vogliamo assicurare a tutti condizioni di vita dignitose e, soprattutto, se vogliamo evitare una catastrofe ecologica ed ambientale entro pochi anni.

Il 22 marzo 2015, in onore della “Giornata Mondiale dell’Acqua” (“Word Water Day” – ricorrenza istituita dall’ONU nel 1992) è emerso un dato positivo: dal 1990 ad oggi, circa 2,3 miliardi di persone, nel mondo, hanno ottenuto l’accesso a fonti d’acqua sicure. Ma per continuare a garantire, ogni giorno acqua pulita a tutti è indispensabile ridurne gli eccessi e gli sprechi soprattutto nei paesi industrializzati, ovvero Paesi Europei, Stati Uniti e Cina.

E’ assolutamente necessario, come ha sottolineato il Papa nella sua Enciclica “ Laudato si’ ”, rivedere gli stili di vita del mondo occidentale ed assicurare a tutti pari dignità di vita e maggiore considerazione nei confronti del Pianeta per quanto riguarda l’uso delle risorse di acqua, di energia e di cibo che, fino a prova contraria, sono le uniche che riescono a mantenere la sopravvivenza attuale di sette miliardi di persone. L’EXPO Milano2015 – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, rappresenta un evento mondiale e uno stimolo prioritario per mettere in moto la spinta e le motivazioni comuni per dare avvio a strategie per lo sviluppo economico sostenibile, non solo nei confronti dei potenti del mondo ma anche per tutti i Paesi e i cittadini del pianeta.

Agricoltura urbana : città più verdi e più sostenibili

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GIOVEDì 8 OTTOBRE 2015

Le aree urbane nel mondo rappresentano oggi il 4% della superficie terrestre. Nel 2008 circa il 50% della popolazione mondiale viveva in ambienti urbani. La FAO ha stimato che nel 2030 la popolazione mondiale supererà gli 8 miliardi di individui, dei quali almeno l’80% , ovvero circa 6 miliardi e 400 milioni di persone, si troverà a vivere in aree urbane.

A oggi, alla classica geografia urbana, che noi tutti conosciamo, corrispondono situazioni ambientali che creano non pochi svantaggi per i cittadini. Consideriamo che una città europea di 1.000.000 di abitanti consuma 11.500 tonnellate di energia fossile al giorno con una emissione di CO2 (Anidride Carbonica) di circa ½ kg per ogni chilo di petrolio consumato per i diversi servizi dove è richiesta energia soprattutto per il trasporto, il riscaldamento e/o il raffrescamento. In particolare, l’eccesso di CO2 nelle aree centrali delle città origina il fenomeno della cosiddetta “Isola di calore” o, nella sua terminologia originale, Heat Island Effect , che, in pratica, si traduce in temperature più elevate nelle zone centrali delle aree urbane con alta densità di traffico o di costruzioni, che si traducono in condizioni disagevoli per i cittadini, in particolare per gli anziani e per i più piccoli. Consideriamo che 100 milioni di alberi, grazie al processo di fotosintesi clorofilliana, eliminano ogni anno dall’atmosfera terrestre 18 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2), con un risparmio di 300 milioni di euro per il condizionamento dell’aria negli edifici.

Almere, una città che si trova a circa 30 km da Amsterdam e con una popolazione di circa 200 mila abitanti, ha puntato tutto sull’autosufficienza energetica e sull’agricoltura urbana. Ad Almere la maggior parte delle case ha un orto ed esistono oltre 100 edifici passivi. Inoltre chiunque lo desideri può coltivare dei terreni che la Municipalità mette a disposizione delle associazioni. Detroit, negli Stati Uniti, ha un’area urbana di circa 4,3 milioni di abitanti e negli ultimi anni sta scommettendo su politiche di rilancio del “green” : edifici abbandonati ed ex fabbriche dismesse vengono convertiti in spazi per l’agricoltura urbana. Anche in Italia, per fortuna, si assiste finalmente a una sempre maggiore attenzione da parte dei cittadini per la coltivazione di piante sugli edifici, nelle aree cittadine e nei parchi. Sono presenti anche da noi molti esempi di iniziative a favore dell’agricoltura urbana, promosse soprattutto da associazioni private e da piccole imprese che operano nel campo del giardinaggio e dello “urban design”.

L’agricoltura urbana è, oggi, in forte ascesa, ed è concepita in vari modi. Essa è intesa non solo come creazione di orti urbani, ma anche come aumento di aree verdi nelle città, coperture vegetali per gli edifici (“Green & Roof and Walls”), integrazioni diffuse di alberi e parchi all’interno della superficie abitativa delle nostre città, con il fine ultimo di migliorare le condizioni ambientali e la qualità della vita per gli abitanti della città.

L’agricoltura urbana ha inoltre importanti risvolti sociali : gli orti urbani e le riqualificazioni ambientali sono motivo di aggregazione collettiva oltre che uno strumento per inserire il cittadino nell’ambiente in cui vive, trasformandolo in un cittadino attivo. Infatti il cittadino, lavorando e riqualificando uno spazio, percepisce che esso è bene comune e, come tale, va salvaguardato e tutelato e, in qualche modo, si crea un legame tra cittadino e territorio.

L’agricoltura urbana è un fenomeno in forte crescita in tutto il mondo e sicuramente, in futuro, diventerà parte integrante della produzione alimentare e dello sviluppo sostenibile delle città.

“Ragazzi siate solidali”

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MARTEDì 26 MAGGIO 2015

Medicina Solidale è un’associazione di volontariato senza fini di lucro costituitasi nel 2003. Dal 2004 opera a Roma (soprattutto nelle aree periferiche) e provincia con assistenza sanitaria gratuita, interventi medici e sportelli psicologici. Tra gli assistiti gli italiani rappresentano circa il 30%, mentre il resto è rappresentato da immigrati, in gran parte provenienti dall’Africa e dall’Est Europeo, tra i quali molti di etnia rom. Medicina Solidale collabora con istituzioni pubbliche e private per la realizzazione di progetti miranti a contrastare il diffondersi di patologie legate alla povertà e, inoltre, porta avanti attività che hanno come obiettivo il diritto alla salute e e l’assistenza medica per fasce sociali più svantaggiate. La responsabile di Medicina Solidale, Lucia Ercoli, ci ha illustrato le attività dell’associazione.


Domanda – Qual è il contributo di Medicina Solidale per i migranti dell’area Mediterranea? Esistono strutture di primo controllo nelle località dove arrivano i migranti?

Risposta – Presso i nostri ambulatori accogliamo soprattutto migranti dell’Africa del Centro-Sud e dell’Est Europeo. Forniamo loro assistenza sanitaria specifica (pediatrica, chirurgica, nutrizionale e psichiatrica) e per le donne che giungono in Italia incinte, forniamo anche la necessaria assistenza ostetrica. Per adesso operiamo soltanto nell’area di Roma e Provincia.

D – Quali sono i programmi di Medicina Solidale per le donne dei Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo?

R – Medicina Solidale offre alle donne migranti assistenza medica e psicologica, mettendo a disposizione personale medico qualificato e sportelli d’ascolto. Queste donne sono spesso affette da malattie di cui neanche loro sono a conoscenza o sono in stato interessante. Nei nostri ambulatori offriamo servizi ostetrici e infettivologici, assistenza post-partum e di educazione all’allattamento e allo svezzamento. Un dato da sottolineare: assistiamo con successo dalle 300 alle 400 gravidanze l’anno.

D – Quali sono le strutture e come opera Medicina Solidale a Roma e in Italia?

R – Medicina Solidale ha un Protocollo di Intesa con il Vicariato di Roma per operare in strutture mediche all’interno di alcune parrocchie della periferia romana come Nostra Signora di Lourdes a Tor Marancia, aperto nel 2009. Dispone di un ambulatorio in Via Amico Aspertini – Torre Gaia (V Municipio di Roma). A gennaio di quest’anno abbiamo aperto anche un ambulatorio solidale a Piazza dei Caduti della Montagnola in collaborazione con la Fondazione Banco Farmaceutico Onlus di Roma e UNITALSI.

D – Sono attive collaborazioni formative tra Medicina Solidale e la Scuola in Italia? Se si quali?

R – Organizziamo corsi educativi finalizzati alla prevenzione della malnutrizione e dell’obesità infantile, presso scuole elementari e medie. Abbiamo una linea di attività in corso con gli studenti del Liceo Scientifico E. Amaldi di Roma ai quali proponiamo lezioni ed incontri con medici professionisti. E’ attivo anche un protocollo d’intesa con l’Università degli Studi di Tor Vergata che prevede corsi di formazione medica e tirocini pratici integrativi al ciclo di studi dello studente.

D – In quali paesi africani avete collaborazioni o svolgete attività?

R – Nel 2006 abbiamo aperto un Ambulatorio in Camerun che si occupa di dare assistenza sanitaria a bambini e donne soprattutto per cure mediche e interventi chirurgici. I bambini sono anche inseriti in programmi di controllo igienico-nutrizionale e di distribuzione di viveri. Per le donne abbiamo programmi di assistenza ostetrica e di informazione sulla prevenzione di malattie sessualmente trasmissibili. Organizziamo inoltre per le donne corsi sulla cura della prole e sulle tecniche di base per cucinare.

D – Cosa potrebbe fare uno studente di liceo se volesse contribuire alle azioni di Medicina Solidale?

R – Realizziamo spesso seminari di informazione sulle attività di Medicina Solidale in collaborazione con la facoltà di Medicina dell’Università di Roma Tor Vergata. Questi incontri sono aperti oltre che agli studenti universitari anche agli studenti liceali. In particolare cerchiamo di sollecitare i ragazzi alla solidarietà sociale attraverso la partecipazione volontaria ai nostri programmi nelle strutture sanitarie di cui disponiamo a Roma e provincia.

“Via Crucis – La Pasion de Cristo” giunge a Palermo

MERCOLEDì 8 APRILE 2015

Da New York prima tappa), la “Via Crucis – La Pasion de Cristo” di Fernando Botero, è passata in Colombia, a Medellin, città natale dell’artista), poi a Lisbona, a Panama e ora è giunta a Palermo (unica tappa italiana). Attualmente la mostra è ospitata nelle Sale di Duca di Montaldo all’interno del Palazzo Reale, sede dell’Assemblea regionale siciliana nonché della Cappella Palatina (che si trova al primo piano).

La mostra (costituita da 27 dipinti e 34 disegni) racconta la Passione di Cristo in una chiave di lettura nuova, raffigurando forme grasse e ironiche, tipiche di Botero, che, a prima vista, possono risultare buffe e divertenti ma che comunque nascondono un significato profondo – quello dell’umanizzazione della figura divina. La mostra resterà aperta fino al 21 giugno.