L’Unione europea promuove la nascita delle comunità energetiche

Vedi articolo completo su Scienza e Governo GIOVEDì 13 DICEMBRE 2018 Lo scorso 13 novembre, il Parlamento europeo ha reso vincolanti gli obiettivi in materia di energia rinnovabili, efficienza energetica, biocarburanti e governance energetica. Tra le novità introdotte c’è la […]

La sostenibilità delle città tema chiave dell’Agenda internazionale

Vedi articolo completo su Scienza e Governo MERCOLEDì 12 DICEMBRE 2018 Nonostante occupino solamente il 3 per cento della superficie terrestre, le città consumano l’80 per cento delle risorse naturali e producono il 70 per cento delle emissioni di CO2 a […]

Il ruolo chiave del biogas nel panorama energetico europeo

Vedi articolo completo su Scienza e Governo MARTEDì 11 DICEMBRE 2018 L’Italia, con i suoi 1.300 impianti e 2 Mtep di biogas prodotto ogni anno, rappresenta il terzo mercato in Ue (a 28), dopo Germania e Gran Bretagna. L’ultima Strategia […]

COP24, la prima settimana di negoziati si è chiusa in un nulla di fatto

Vedi articolo completo su Scienza e Governo LUNEDì 10 DICEMBRE 2018 La prima settimana di negoziati della COP24 in corso a Katowice, in Polonia, si è chiusa in un nulla di fatto. Nonostante le principali agenzie internazionali abbiano più volte […]

A Roma la prima conferenza annuale della Piattaforma Italiana per l’Economia Circolare

Vedi articolo completo su Scienza e Governo GIOVEDì 6 DICEMBRE 2018 Si è svolta lo scorso 3 dicembre a Roma, presso il Senato della Repubblica, la prima conferenza annuale dell’ICESP, la Piattaforma Italiana per l’Economia Circolare, lanciata a maggio di quest’anno […]

 

Lo spreco alimentare nel mondo

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SABATO 29 SETTEMBRE 2012

Dati recenti delle associazioni agricole e del Mipaaf ci dicono che il settore agroalimentare italiano raggiunge un valore economico di 250 miliardi di euro cioè circa  il 15% del PIL (Prodotto Interno Lordo).  Tuttavia, nonostante l’importanza economica e sociale che l’industria del cibo ha in Italia e naturalmente in Europa e nel mondo non si parla molto degli sprechi alimentari associati alla produzione e al mercato agroalimentare. Infatti, per soddisfare le esigenze della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che richiede prodotti curati nell’aspetto e nell’immagine delle confezioni, molto spesso prodotti sicuramente genuini vengono lasciati sul campo non raccolti oppure sprecati a causa di piccole imperfezioni sul prodotto o  sulla confezione, non rispondenti ai criteri estetici richiesti dal mercato.

Un ulteriore informazione che non può essere più  sottovalutata dai consumatori si riferisce alle forti disparità  socio-economiche e alle differenze di disponibilità di beni  alimentari tra i Paesi industrializzati (numerosi Paesi in  Europa, Stati Uniti e Canada) e quelli in via di sviluppo (soprattutto in Africa e Asia). La FAO ci dice che la  disponibilità alimentare pro-capite per i Paesi del nord del  mondo arriva a 900 kg/anno, con uno spreco medio di non    meno di 100 kg/anno/persona, mentre per i Paesi del sud del mondo, la disponibilità raggiunge i 400 kg/anno pro-capite, con uno spreco di circa 10 kg/anno/persona.

La FAO ci dice inoltre che, dei 5 miliardi di tonnellate di beni alimentari prodotti annualmente, di cui circa due miliardi e  mezzo di tonnellate tra frutta e verdura, lo spreco di cibo tra la  GDO, i produttori e i consumatori, arriva a 1,3 miliardi di  tonnellate, ovvero circa un terzo del totale di cibo, senza  contare l’energia e l’acqua che si è utilizzata per la produzione del cibo (almeno un chilo di gasolio per un chilo di pomodoro  in serra e tra 10.000 e 15.000 litri d’acqua per un chilo di carne).Questi numeri ci dicono che è necessario un  comportamento, soprattutto da parte dai cittadini dei Paesi più ricchi, più rispettoso verso le risorse naturali, il cibo e le persone.

Il 2014 per l’Unione Europea sarà dedicato alla campagna “contro lo spreco alimentare”. Infatti non possiamo trascurare che, almeno un miliardo di persone nel mondo, hanno gravi problemi di alimentazione. Soltanto un cambiamento forte dei nostri comportamenti è in grado di rimodellare un mondo basato sulla sostenibilità sociale, ambientale, economica ed energetica.

Come creare un orto in un appartamento

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SABATO 8 SETTEMBRE 2012

Creare un orto in un appartamento può sembrare un idea alquanto stupida mentre è piuttosto efficace e facilmente realizzabile, infatti  il costo è effettivamente poco elevato.

Ci sono diversi modi per fare un orto in un appartamento, anche di piccole dimensioni :

  • Per gli appartamenti che non sono forniti di un terrazzo si possono adattare delle piante di taglia bassa in un apposito mobile a sportelli, come si dispongono i libri in una libreria.

Voi vi chiederete ora da dove proviene la luce per mantenere le piante in casa? Ebbene la luce giunge sia dal sole e sia da lampade a LED che integrano la luce solare. In questo modo si crea una mini serra in un appartamento.

  • In un appartamento con terrazzo fare un orto è più semplice e naturale in quanto si sfrutta soltanto la luce naturale del sole. Si può coltivare anche l’uva su strutture in legno o su reti. Così facendo la pianta oltre a produrre grappoli d’uva consente di creare anche ombra in estate, certamente gradevole per chi abita nell’appartamento.

Nell’orto di casa si possono coltivare anche i pomodori, le zucchine e le melanzane.

Io mi auguro che presto tutto questo venga praticato da moltissime persone e che possa quindi diventare anche una soluzione non solo utile per produrre cibo vegetale ma anche per migliorare l’estetica delle case dal punto di vista ambientale.

Il Progetto Cl@ssi 2.0 : L’innovazione a scuola

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LUNEDÌ 6 AGOSTO 2012

Da settembre 2009, ho iniziato la mia prima media, come cl@sse 2.0. Questo progetto consiste in poche parole ad una digitalizzazione del classico metodo di insegnamento e di apprendimento nella scuola italiana. Inoltre è un progetto finanziato dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), su scala nazionale. Inizialmente sono state scelte 246 classi in tutta Italia, , quali 12 nel Lazio (4 a Roma). Con questo progetto anche molti/e insegnanti, per loro libera scelta, hanno seguito corsi preparatori su tema cl@sse 2.0, con i quali hanno hanno avuto i primi approcci con il computer e con tutto quello che comporta.

Libro di testo elettronico, lavagna interattiva multimediale (LIM) e una forte sperimentazione condotta nelle Cl@ssi 2.0. Sono le direttrici del MIUR per accelerare il passaggio della scuola verso un utilizzo più diffuso delle tecnologie dell’informazione della comunicazione. Seguirà il trasferimento di contenuti dei libri di testo, dal cartaceo al digitale, che comunque dovrà essere compiuto obbligatoriamente per legge entro il 2012. Le LIM sono state individuate dal ministero dell’Istruzione nel piano d’intervento «La scuola digitale» (analogamente a molti altri Paesi), come la tecnologia chiave per impostare una didattica collaborativa che coinvolge molto più attivamente gli studenti e ristruttura profondamente il lavoro di insegnamento in classe.

Scomparsa la tavola di ardesia, gli oggetti (testi, immagini, link eccetera) proiettati sullo schermo della classe diventano disponibili all’interazione di studenti e docenti. Il ministero dell’Istruzione, supportato dall’Agenzia per lo sviluppo scolastico (ex Indire), ha avviato una prima fase, iniziata nel gennaio 2009, che ha visto più di 11mila richieste di assegnazione di LIM e 40mila insegnanti che hanno deciso di partecipare alla formazione per poterle utilizzare. Il piano prevede che, a partire dall’anno scolastico 2009-2010, 16 mila lavagne saranno istallate nelle classi della scuola di primo grado e che 25 mila insegnanti inizino un percorso di formazione, raggiungendo in questo modo un bacino di oltre 350 mila studenti. Una spinta sulla via della sperimentazione arriva, poi, da Cl@ssi 2.0: un progetto rivolto a 156 istituzioni scolastiche della scuola secondaria di primo grado, su 2300 richieste, che prevede di dotare una classe prima di una completa attrezzatura tecnologica coerente con un progetto metodologico-didattico dell’intero consiglio di classe.

«L’intento dell’iniziativa – recita il bando di concorso per l’individuazione delle classi coinvolte nella sperimentazione – è quello di realizzare ambienti di apprendimento adatti a un utilizzo costante e diffuso delle tecnologie nella quotidianità scolastica, al fine di verificare, in un triennio, come e quanto l’impatto possa intervenire nei processi formativi in un’epoca di trasformazioni dei linguaggi della comunicazione e della diffusione dei saperi». Il progetto avrà il supporto di diciotto università, una per regione.

Parte delle informazioni sono state fornite dalla prof.ssa M.R. Mazzola

Biomassa e obiettivi per il 2020

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VENERDì 20 APRILE 2012

La produzione di biomassa prevista per il 2020 in Europa equivale al 10% del consumo energetico. È un risultato notevole calcolando che nel 2011 la percentuale dei consumi è stata stimata al 4%. Inoltre, per il 2020, l’UE ha dichiarato alcune norme per inquinare rispettivamente di meno e per assicurare al nostro pianeta una vita più lunga e sostenibile.

  • Riduzione delle emissioni CO2 rispetto ai livelli stimati nel 1990;
  • Promozione e maggiori investimenti nel campo delle energie rinnovabili coprendo il 20% del consumo energetico;
  • Sostituzione dei combustibili fossili per alimentare i trasporti, con derivati delle energie rinnovabili come il metano, biogas, biodiesel e bioetanolo.
  • I biocarburanti attualmente utilizzati sono derivati da  miscele di esteri metilici ottenuti dagli oli vegetali, al  momento usati solo in alcuni Paesi europei (Germania e  Austria).

I risultati raggiunti sono notevoli in Italia dove la  produzione di biodiesel dal 2002 al 2009 è passata in  percentuale da appena 1,059 tep a ben 12,093 tep cioè il  4% dei consumi totali.

Vorrei inoltre aggiungere che l’Italia, essendo un paese con vaste aree agricole, dovrebbe pensare alle biomasse non solo come un risultato da raggiungere nel 2020, ma come protagoniste di questi anni.I terreni coltivabili dovrebbero essere utilizzati non solo per la produzione di cibo ma anche come fonte di energia alternativa.

Risparmio di plastica per usi domestici

GIOVEDÌ 31 MAGGIO 2012

La plastica è ormai diventata il materiale più utilizzato nelle famiglie. Pensiamo solamente a quanti piatti di plastica usiamo, a quante bottiglie di latte, acqua e detersivi consumiamo. Da non sottovalutare è inoltre il confezionamento dei prodotti nei supermercati e nei singoli negozi che, finalmente, si stanno sostituendo con le buste biodegradabili o per alcuni prodotti con buste di carta. La plastica che noi usiamo in casa nella maggior parte delle volte non è viene portata agli appositi contenitori per essere riciclata. Non scordiamoci il fatto che la plastica è un derivato del petrolio, che rappresenta la fonte di energia maggiormente utilizzata. Quindi se la plastica è un derivato del petrolio, nello spreco dei rifiuti plastici, non si spreca soltanto la plastica in quanto tale, ma anche una certa quantità di petrolio. 

È vero! I contenitori, spesso mancano o sono posti lontano dalle abitazioni e di conseguenza le persone non hanno la voglia o il tempo di recarsi fino ai contenitori specifici per la raccolta della plastica ma gettano la plastica nei contenitori più vicini alle proprie abitazioni.  In questo modo, purtroppo, aumenta l’inquinamento urbano. 

Vorrei concludere sottolineando la necessità di un cambiamento negli stili di vita delle persone  e consigliando ai cittadini di usare i piatti di plastica solo nei momenti indispensabili e di usare invece i piatti di vetro per il consumo dei pasti.

Accordo Quadro ENEA-CRA

GIOVEDì 3 MAGGIO 2012

Oggi alle h11.00, presso la sede centrale del CRA a Roma, alla presenza di numerosi ospiti, si è tenuto l’incontro tra il Commissario ENEA Ing. Giovanni Lelli e il Commissario straordinario CRA Prof. Giuseppe Alonzo per firmare un Accordo Quadro finalizzato alla collaborazione tra i due Enti per azioni mirate alla promozione dell’Efficienza Energetica nelle filiere agricole e alla produzione di energia rinnovabile per mezzo dell’agricoltura.